LE ORIGINI DELL’ ASSOCIAZIONE

L’ associazione “Un’ Infanzia da vivere” voluta fortemente da Bruno Mazza, attuale responsabile delle attività rivolte ai ragazzi appartenenti alla seguente categoria: Giovani dal 2000 al 2003 Juniores 2004 al 2005 e Pulcini dal 2006 al 2010

In una realtà cupa e statica come quella dell’hinterland napoletano, ci sono storie che ridanno uno spiraglio di luce ad un’intera collettività. La storia di Bruno appartiene a questo spiraglio di luce, illuminato dalla voglia di riscatto.

Nasce a Napoli nel dicembre del 1980 nel Rione Sanità, un’altra realtà difficile come quella in cui si catapulterà durante l’infanzia, infatti Bruno, piccolissimo, si trasferisce insieme alla sua famiglia al seguito del terremoto in Irpinia nelle allora nuovissime palazzine del Parco Verde di Caivano. Il bambino pur non presentandosi come alunno modello, riesce ad ottenere la licenza elementare spronato dalla madre, maestra d’asilo ma priva di cattedra. Sin da piccolo vivendo in una realtà difficile, già all’età di 11 anni muove i primi passi nella microcriminalità insieme ai suoi due fratelli, i primi furti, le prime bravate che fanno tuttora poco rumore nel Parco Verde, visto che la cronaca nera offre scenari molto più rilevanti in quella zona. A 14 anni i primi fermi per furto e traffico di stupefacenti, nel frattempo Bruno si fa strada nel clan fino a diventare a soli 17 anni il braccio destro dell’allora capoclan. Nel 1998 viene arrestato per traffico illecito di armi e spaccio e condannato a 10 anni e 8 mesi di reclusione. All’inizio nel carcere di Nisida la vita da recluso gli appare difficile, ma pian piano egli capisce che quella libertà che la giustizia gli aveva negato, poteva dargli l’opportunità di dare una “sterzata” netta alla sua vita. Bruno durante la sua lunga permanenza in carcere, riceve diversi attestati, riprende gli studi e una volta tornato in libertà sostiene l’esame per la maturità da privatista. Ma quando la vita sembra girare per il verso giusto, nel 2006 il fratello Gaetano muore per droga. L’episodio lo sconvolge ma nello stesso tempo gli apre ancora di più la mente, troppe morti giovani nel Parco Verde tra conflitti a fuoco e tossicodipendenza. Nel 2007 Bruno Mazza esce dal carcere ottenendo i domiciliari.

Dalla bella vista dal balcone di casa sua, nota molti bambini, fare le sue stesse cose per il semplice motivo ovvero l’aassenza di altenatice e di strutture per giovani sul quartiere.

Nel 2008 grazie all’aiuto di altre famiglie colme di belle speranze, nasce l’associazione “Un’infanzia da vivere” con l’intento di allontanare i bambini dalle aree di spaccio nei viali del quartiere progettando e costruendo tutti assieme un alernativai nostri bambini

Luigi Sirletti